GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: VESTIAMO SEMPRE PIU’ GREEN

Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, scesero in piazza  in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta. Da allora il 22 aprile è diventato la giornata mondiale della Terra.  

Negli ultimi anni, fortunatamente, anche le aziende di abbigliamento sportivo tendono una mano al tema del green, così da poter coniugare produzione e sostenibilità.

PATAGONIA: UNO DEI PRIMI A CREDERCI

A fare da apri pista su questi temi, dimostrando sin dai suoi albori, negli anni ’70,  il desiderio di salvaguardare il nostro pianeta, è stata l’azienda statunitense Patagonia. Da tempo, infatti, Patagonia si autotassa con l’imposta 1% for the Planet, con la quale sostiene diverse organizzazioni ambientali no profit, che si battono per la difesa di aria, terra ed acqua in tutto il mondo.

E9: PRODUZIONE A KM.0

Tra le aziende attente al tema della sostenibilità e con un grande senso di responsabilità per la protezione di natura e pianeta, va citata sicuramente anche E9, nata nel 1998 da un’idea di Mauro Calibani, ex campione mondiale di boulder. E9da sempre produce in Italia, non solo per conferire prestigio e valore alla qualità del prodotto, ma soprattutto per sostenere una produzione a Km.0.

Dal 2019, inoltre, E9 è una delle 150 organizzazioni che supportano progetti di conservazione in tutto il mondo attraverso la European Outdoor Conservation Association, un’organizzazione che ha lo scopo di preservare i luoghi selvaggi e gli ecosistemi per le future generazioni.

ORTOVOX: LE PECORE AL PRIMO POSTO

Il lavoro di Ortovox è improntato, invece, al benessere degli animali e, precisamente, degli ovini. Per questo motivo nel 2017 l’azienda ha sviluppato uno “standard della lana”, Ortovox Wool Promise, perseguendo sia il benessere degli animali che una gestione sostenibile. L’azienda Ortovox ha come obiettivo di raggiungere, entro il 2024, la neutralità climatica delle sedi aziendali e di tutti i prodotti, riducendo al massimo le emissioni.

TAPPI E PFC

  • l’azienda di abbigliamento streetwear Picture che, partendo dai tappi delle bottiglie di plastica, dà origine ad un filato lavorato per creare il tessuto con cui vengono realizzati i capi
  • il marchio di articoli fitness DEHA che utilizza per lo più una tintura biologica, garantendo in tal modo un’elevata biodegradabilità, la riduzione dell’impatto ambientale ed ottime prestazioni legate alla solidità della luce, resistenza ai lavaggi, al sudore e allo sfregamento.
  • ad oggi la maggior parte dei marchi montagna e sportwear, quali ad esempio Jack Wolfskin, Crazy e Ortovox, riportano sull’etichetta del prodotto la dicitura PFC FREE, per sottolineare la mancanza di utilizzo di fluorocarburi per la realizzazione di prodotti waterproof. I fluorocarburi sono, infatti, composti chimici che si disperdono facilmente nell’ambiente e si depositano per anni negli organismi viventi, nuocendo alla salute.

ACAB E BROOKS: ANCHE LE SCARPE SI FANNO GREEN

Anche il mondo della calzatura si sta indirizzando sempre più nel mondo dell’eco sostenibile:

  • il giovane marchio ACAB per le sue sneakers punta tutto sul 100% animal free e in parte riciclato
  • l’azienda Brooks si propone al suo pubblico con l’ambizioso progetto di sostenibilità People & Planet con cui si prefigge:
  • compensazione totale delle emissioni di carbonio entro il 2040 con utilizzo di materiali riciclati e/o sostentamento di programmi di compensazione
  • “zero sprechi” entro il 2025 con la riduzione progressiva dell’uso di fonti non rinnovabili e degli sprechi di produzione
  • 100% poliestere riciclabile entro il 2023